Imprenditori si nasce o si diventa?

Si dice che per un imprenditore la propria azienda sia quasi come un figlio. Altri pensano che alcune business particolarmente devoti al proprio brand abbiano generato quest’ultimo quasi per osmosi o gemmazione: come se l’azienda fosse un’estensione di se stessi. Immagini piuttosto poetiche che possono far sorgere spontanea una domanda altrettanto “esistenziale”: imprenditori si nasce o si diventa? Si tratta di un quesito che può essere applicabile a molte professioni. Più di altre, forse, l’imprenditoria può essere vista come una “vocazione”: ciò non toglie che ci siano una serie di regole che possono essere assimilate per imparare a ragionare come un imprenditore. Da un lato non è facile acquisire caratteristiche per certi versi “innate”, ma su tutto si può lavorare.

L’imprenditore deve essere un leader e per essere leader occorre sicuramente saper comunicare: forse non si può comprare il carisma, ma dei corsi-metodi per comunicare al meglio con un team di lavoro ci sono eccome. Dovrete riuscire a maturare una sorta di ottimismo scettico e al contempo contagioso, per coinvolgere le persone a voi vicine nel “mood” del progetto che state portando avanti. È importante che sappiate lavorare in gruppo dunque ma anche che siate forti di un individualismo visionario. Dovete essere dei trascinatori ma anche sapervi affidare agli altri quando serve. È fondamentale circondarsi di persone fidate. E quindi alcuni dei maggiori imprenditori della nostra epoca – come Mark Zuckerberg, Charlie Munger o Chi Huang – hanno sviluppato queste peculiarità nel tempo o le possedevano già alla nascita? Come detto, si tratta di un mix delle due cose.

La migliore tattica è mettersi alla prova, valutare sul campo, capire come reagite ad alcune dinamiche e ad alcuni stimoli. Tenete presente che la bacchetta magica di certo non esiste, ma lavorando sodo si possono ottenere grandi risultati. Quindi il consiglio è quello di provare, senza pensare che esista una sorta di “diritto di nascita” per essere dei business man di successo o che serva una sorta di “illuminazione divina”: quello che serve, veramente, è… una buona idea!